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Ungheria: donna incinta muore ma il figlio nasce tre mesi dopo

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14 novembre 2013 - ore 21,08

Una donna ungherese incinta, alla 15 settimana di gestazione, è stata dichiarata clinicamente morta e tenuta in vita artificialmente per 90 giorni per permettere la nascita del suo bambino nato con taglio cesareo nel luglio del 2013. E' accaduto al Centro Medico Universitario per la Scienza della Salute di Debrecen, in Ungheria.
La donna di 31 anni era in casa quando in seguito ad un ictus ha perso conoscenza e dopo essere stata ricoverata in ospedale, è stata immediatamente operata. Anche se l'intervento è riuscito, non ha più ripreso conoscenza ed è caduta in coma. Dichiarata clinicamente morta, è stata sottoposta a ventilazione artificiale per mantenere i suoi organi in funzione e durante gli esami si è scoperto che il feto non solo era in vita, ma si muoveva attivamente.
La famiglia della donna e i medici sono arrivati alla decisione che avrebbero combattuto per la sopravvivenza del neonato. Dopo innumerevoli problemi medici il team è riuscito a far sviluppare il feto nel ventre della madre, a partire dalla 20esima settimana le infermiere hanno iniziato a parlare al feto e a chiamarlo per nome. La famiglia lo visitava regolarmente. La radio era accesa tutto il giorno per far sentire al feto voci umane e musica. E dopo 90 giorni il bambino è nato anche se prematuro.
I medici e la famiglia hanno deciso di donare gli organi della madre per aiutare altre persone. Novantadue giorni dopo che la donna è stata ricoverata sono stati prelevati dal corpo della donna cinque organi che hanno salvato altre cinque persone. Grazie all'alto livello di cure neonatali, il bimbo gode di buona salute e si sta sviluppando normalmente. Il bambino è stato dimesso dall'ospedale in ottobre e ora è a casa.
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