Uno studio per risolvere un problema noto a tutti: Pipì fuori dal vaso

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11 novembre 2013 - ore 15,34

E’ uno dei motivi di discussione tra moglie e marito, colleghi di sesso diverso e più in generale tra uomini e donne costretti a condividere lo stesso bagno. Come mai gli uomini spesso non centrano la tazza del wc nell’atto della minzione?
Da sempre lo spiacevole fenomeno, che genera cattivi odori e infinite polemiche per i residui sul pavimento o addirittura sui pantaloni dei disattenti signori, risulta inspiegabile per le integerrime esponenti del gentil sesso. La maggior parte delle donne, infatti, pensa che basti prendere la giusta mira e controllare il getto dell’urina. Evidentemente, invece, non deve essere così semplice. E gli uomini, forse, qualche giustificazione ce l’hanno.
Tanto che due fisici americani, Tadd Truscott e Randy Hurd della Brigham Young University di Provo, nello Utah, hanno seriamente lavorato a una ricerca sull’argomento.
I risultati, che dovrebbero aiutare a risolvere la scivolosa questione, saranno resi pubblici il 24 Novembre ai membri della American Physical Society in una presentazione dal titolo 'Urinal Dynamics'. I due scienziati hanno realizzato un vero e proprio 'Splash Lab' con tutte le attrezzature del caso. Innanzitutto un apparecchio originale, una sorta di tubo, che simula la pressione e la portata della minzione maschile. Quindi, armati di telecamere ad alta velocità, hanno sistematicamente indirizzato il getto su diverse tipi di superficie. Il liquido utilizzato per gli esperimenti, naturalmente acqua colorata e non urina, ha permesso di valutare vari aspetti. Dagli 'effetti del flusso di rottura' all’'impatto dell’angolo di superficie' fino alle 'distanze di espulsione laterali e verticali'.

Le conclusioni Truscott e Hurd, rivelate alla Bbc, rispecchiano, almeno in parte, la saggezza popolare. Essenziale, infatti, è l’angolo del flusso urinatorio. Più ci si avvicina ai 90 gradi per colpire la parete del wc, peggiori sono gli effetti. La cosa migliore, invece, è puntare il getto in direzione quasi parallela alla superficie dell’orinatoio.
Altro trucco è quello di fare pipì abbastanza vicini al water. “Il flusso dell’urina maschile si rompe circa 6-7 pollici (quasi 18 centimetri, Ndr) al di fuori dell’uscita dall’uretra – ha spiegato Haurd alla Bbc - queste goccioline sono le responsabili della formazione di schizzi sui pantaloni kaki”. Sembra, poi, che abbia un’influenza positiva la scelta di superfici simili al parabrezza dell’auto o allo schermo dello smartphone piuttosto che la tradizionale porcellana. Vale sempre anche il consiglio di sedersi sulla tazza.La pipì, infatti, viaggia cinque volte più veloce se fatta in piedi e, quindi, diventa più difficilmente gestibile.

Se state pensando che la scienza non dovrebbe occuparsi di argomenti così ameni, tenete presente che gli schizzi di urina non sono solo antiestetici e fonte di cattivo odore, ma costituiscono una seria minaccia per la salute. Soprattutto in luoghi particolari come ospedali e case di cura. Non a caso recentemente a Shenzhen, in Cina, Ma Xianging ha inventato un dispositivo 'raddrizza-pipì'. Si tratta di una cannetta di circa 30 centimetri munita di imbuto su una delle estremità. Forse scomodo per gli uomini. D’altro canto la sua creatrice è una donna.

fonte: yahoo.com
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