Dove si mangia meglio? Non in Italia, dice l'Oxfam

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17 gennaio 2014 - ore 10,42

Come si mangia in Italia? Bene, verrebbe da dire. Eppure non è così. Ad affermarlo l’Oxfam in un indice, il “Good Enough to Eat”, dove 125 nazioni vengono messe a confronto per quanto riguarda l’alimentazione. E l’Italia compare solo all’ottava posizione. Al primo posto, invece, l’Olanda.
Nel rapporto sono stati presi in esame quattro indicatori: quantità, qualità, sanità e accessibilità a tutti degli alimenti. Con il primo indicatore si è voluto misurare la quantità media di cibo destinata a persona. Viene, quindi, misurato il livello di denutrizione di un Paese; con qualità dei cibi invece è stata intesa la diversità della dieta alimentare da Paese a Paese; con sanità sono state misurate le ripercussioni sulla salute umana di una specifica dieta alimentare che possono portare ad esempio ad obesità o diabete. L’ultimo indicatore ha acceso, infine, i riflettori su un fattore molto importante: l’accessibilità al cibo. Questo è stato misurato sulla base del livello dei prezzi del cibo rispetto ad altri beni e servizi.
Ad ogni indicatore è stato assegnato un punteggio che poi sommato con tutti gli altri ha dato lo stile alimentare della singola nazione. Francia e Svizzera seguono l’Olanda in questa classifica, a cui si aggiungono Austria, Belgio, Danimarca e Svezia, Australia, Irlanda, Italia, Lussemburgo e Portogallo. All’ultimo posto il Ciad. “Il Good Enough to Eat Index, afferma Winnie Byanyima, Direttrice di Oxfam International, dimostra che, a livello globale, nonostante ci sia cibo a sufficienza per tutti, la possibilità di avere cibo salutare a sufficienza e a prezzi abbordabili non è così diffusa nel mondo. C’è ancora molto da fare per garantire che tutti siano in grado di mangiare in modo sano”.
Per quanto riguarda il nostro Paese il risultato non proprio confortante non è derivato certamente dalla scarsa qualità dei nostri prodotti, qualità ben nota in tutto il mondo, come spiega Elisa Bacciotti, Direttrice Campagne di Oxfam Italia: “L’Italia potrebbe essere al primo posto, ma nel nostro paese sempre più persone fanno fatica a mangiar sano e far quadrare il bilancio: il costo della vita in generale è alto rispetto al reddito medio degli italiani, che in proporzione spendono di più rispetto ad altri paesi e hanno meno possibilità di acquistare cibo buono a buon mercato”.
“Un piazzamento deludente, prosegue la Baciotti per un Paese che fa del mangiar bene un tratto forte e distintivo dell’identità nazionale e che ospiterà l’Esposizione Universale di Milano proprio sui temi della sicurezza alimentare”.

FONTE : TODAY


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