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"Mio marito puzza ma mi costringe a fare sesso": pastore condannato

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16 gennaio 2014 - ore 13,01

CALTAGIRONE (CATANIA) - Condannato a due anni e sei mesi di reclusione per violenza sessuale. Si tratta di un pastore siciliano di Caltagirone, M. C., che al rientro dal pascolo avrebbe più volte costretto la moglie, L. G., a tenere rapporti sessuali senza "praticare alcuna igiene e pulizia del proprio corpo" come avrebbe chiesto invece la donna.
L'uomo era stato condannato per violenza sessuale dal Tribunale nel novembre del 2007, ma successivamente la Corte di Appello di Catania aveva ridotto la condanna, indicando i rapporti "consumati consensualmente". Per le ulteriori imputazioni di maltrattamento ai danni della moglie, l'uomo era stato condannato - per effetto della riduzione di pena - a due anni, due mesi e dieci giorni di reclusione.
Dopo ulteriore ricorso, nell'appello bis, la decisione ultima dichiara che il reato di violenza sessuale sussiste "in tutti i casi in cui i rapporti sessuali vengano in qualsiasi modo imposti, essendo del tutto irrilevanti le modalità ed i mezzi utilizzati e le motivazioni che avessero indotto la parte offesa a rifiutare non un astratto rapporto sessuale con il marito, ma il rapporto sessuale da questi preteso (e poi imposto) senza che avesse praticato quella igiene che la donna riteneva indispensabile dato il lavoro svolto dal marito". Inammissibile viene così giudicato il ricorso presentato dall'uomo, condannato persino al pagamento di mille euro alla Cassa delle ammende.

FONTE: TODAY


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