Parlano i McDelusi: "Lavoriamo senza sosta, abbiamo 58 secondi per andare in bagno"

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11 marzo 2014 - ore 13,54

Il blog La Nuvola del Lavoro dà spazio alla rabbia e alla delusione dei cosiddetti "Mc-dipendenti" ovvero coloro che lavorano nei ristoranti McDonald's. In Italia circa 24mila persone.

Diversi spot pubblicitari negli ultimi mesi hanno sottolineato le nuove opportunità lavorative nei ristoranti fast food del "Mac".

Oggi tanti raccontano che le condizioni di lavoro erano pesanti. Una cosa va detta: sono soltanto il 20% i locali gestiti direttamente dalla multinazionale, gli altri 450 ristoranti in Italia sono gestiti in franchising da piccoli imprenditori.

Matteo, studente di ingegneria al Politecnico di Torino, per cinque anni si è mantenuto con ore e ore passate tra cheeseburger e ali di pollo: "E’ stata dura - spiega - ma avevo un perché. Ecco, credo che si possa sopportare un certo modo di lavorare solo se si ha un obiettivo più grande da realizzare"

Scrive il blog ospitato sul sito del Corriere:

    Poi, c’è Marta: “Pagano puntuali tutti i mesi, è vero, ma abbiamo i minuti contati anche per andare in bagno: non più di 58 secondi! Su ogni cassa, inoltre, c’è un timer che controlla in quanto tempo il cassiere riesce a ultimare l’ordine. Il motto è non fermarsi mai, vendere il massimo nel minor tempo possibile!”

Il  sito Fastgeneration.it ha raccolto i racconti dei dipendenti: “Abbiamo voluto questo spazio perché ci fosse confronto, perché è facile raccontarsi per bocca di un regista famoso ma la realtà è ben diversa: McDonald’s non ha mai accettato uno scambio tenendo a zero le relazioni industriali” dice Fabrizio Russo, funzionario nazionale Filcams.

    A sentire Antonio, anche lui ex crew che sulla gestione del lavoro nella grande catena c’ha scritto finanche la tesi di laurea, preferire personale giovane servirebbe proprio a questo: “Più i dipendenti sono inesperti e minori sono le possibilità che si coalizzino, che facciano ricorso al sindacato per protestare. Inoltre, solo i più giovani, senza una famiglia sulle spalle possono accettare stipendi così bassi e turni così flessibili”.

FONTE: TODAY
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