Nasce il reato di omicidio stradale! Pene severe e risarcimenti più rapidi

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02 gennaio 2014 - ore 12,23

LAVORO CONGIUNTO CON GLI INTERNI - Il provvedimento sarà studiato e condiviso con i tecnici del Viminale. Cancellieri ne ha parlato ieri mattina con i suoi collaboratori più stretti per pianificare un percorso che sia concordato anche con il collega dell’Interno Angelino Alfano e ha evidenziato la necessità di «proteggere quelle famiglie che si sentono offese nel loro dolore perché non hanno i riscontri che meriterebbero» e dunque prevedendo anche corsie preferenziali per il giudizio. Perché, ha spiegato il ministro, «si tratta ormai di un problema sociale e come tale va affrontato, quindi introducendo strumenti dissuasivi per chi ritiene di potersi mettere alla guida pur non essendo completamente padrone di se stesso e dunque in disprezzo della vita altrui».Gli uffici legislativi dei due dicasteri lavorano su una bozza che era stata preparata già lo scorso anno e aveva come fulcro, almeno per quanto riguarda la parte amministrativa, la revoca definitiva della patente per chi guida in condizioni che non garantiscano la sicurezza e provoca un incidente mortale. In questi casi non ci sarà alcuna possibilità di ottenere nuovamente la licenza e questo rappresenta, secondo gli esperti, il deterrente più forte che si possa utilizzare.
Dal punto di vista penale, la base è quella prevista dal reato di omicidio colposo, contemplando però nei casi più gravi - ad esempio lo stato di ubriachezza oppure l’assunzione di sostanze stupefacenti - che si possa arrivare fino a una pena di dieci anni. In sostanza la gradualità della condanna dovrebbe essere stabilita sulla base delle condizioni psicofisiche del guidatore e anche sul comportamento tenuto dopo l’incidente.
Rischierà dunque una pena alta anche chi non si ferma per prestare soccorso o comunque cerca di sottrarsi alle proprie responsabilità dopo aver investito un’altra autovettura oppure persone che vanno in motorino o a piedi. Senza escludere la possibilità di prevedere l’arresto obbligatorio nei casi più gravi. Sono i dati diffusi dalla polizia stradale a dimostrare la necessità di adottare strumenti efficaci tenendo conto che nei primi dieci mesi del 2013 su circa un milione e mezzo di infrazioni contestate, ci sono stati oltre 18 mila denunce per guida in stato di ebbrezza e oltre 1.000 per chi invece era sotto l’effetto di droghe.

fonte: Corriere
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Foto Allegate

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