Marijuana libera? La ’fame chimica’ fa vendere più biscotti

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22 febbraio 2014 - ore 16,18

La definizione di “fame chimica” è ben conosciuta da chi assume cannabis: si riferisce a quel particolare appetito che si ha dopo aver fumato marijuana. Un appetito che per qualcuno può diventare un affare. Il “Time” ha raccontato la storia di una giovane scout, Danielle, che si è messa a vendere i tradizionali biscotti degli scout, quelli che i giovani vengono incaricati di vendere per raccogliere fondi proprio fuori ad un dispensario di marijuana medica nella città di San Francisco. Un successone: la giovane ha venduto 117 scatole di Dulce de Leches (tipico dolce argentino e portoghese) e biscotti Tagalong al cioccolato nel giro di poche ore. Secondo la madre Danielle ha venduto trentasette volte di più della volta in cui sui era piazzata fuori ad un negozio più caselle di catering per la folla spuntino di quello che ha venduto nel corso della nello stesso periodo di due ore fuori da un supermercato della catena Safeway. La lezione da imparare, per il Time, è questa: quando si tratta d’affari molta della fortuna è dovuta anche al luogo in cui si opera. “Non è un segreto che la cannabis è un potente stimolante dell’appetito” ha dichiarato Holli Bert, paramedico presso la Croce Verde .

FONTE: FANPAGE
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