Perché a Facebook piace Whatsapp? Cosa si nasconde nell’acquisizione più importante della storia del web

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20 febbraio 2014 - ore 13,13

Parliamoci chiaro. Agli occhi di molti, l’acquisizione di WhatsApp Messenger da parte di Facebook, per diciannove miliardi di dollari, può sembrare strana. WhatsApp in effetti, non è altro che una piattaforma con la quale gli utenti di tutto il mondo hanno la possibilità di comunicare direttamente, allegando contenuti multimediali, ed evitando l’addebito di ulteriori tariffe per i messaggi inviati: più o meno le stesse funzionalità offerte da tempo dal social network con Facebook Messenger, la propria applicazione per dispositivi mobili che, tra le altre cose, dà anche la possibilità di effettuare delle vere e proprie chiamate vocali.

Quindi perchè Facebook ha speso una cifra ben diciannove volte superiore a quella relativa all’acquisizione di Instagram nel 2012? La risposta è che in realtà Mark Zuckerberg aveva poca scelta.

Ogni giorno su WhatsApp vengono elaborati circa 27 miliardi di messaggi, provenienti da oltre quattrocento milioni di utenti attivi in tutto il mondo. Una minaccia per il social network, che rischiava di perdere parte del suo miliardo e duecento milioni di utenti mensili a favore di una piattaforma di messaggistica istantanea sempre più apprezzata dagli utenti giovani, ai quali il social network di Menlo Park non aveva modo di accedere. Fino ad ora.

D’altra parte, più il tempo passa e più il continente popolato dagli utenti del social network di Zuck si trasforma in uno specchio nel quale vengono riflesse alcune delle dinamiche sociali  più caratterizzanti degli ultimi anni, compreso il destino demografico delle economie mature, che vede l’età media alzarsi ed i giovani partire per esplorare nuovi confini (e piattaforme). Ma da quando il telefono cellulare è diventato un fenomeno di costume, uno dei punti cardine di questa tecnologia non è mai cambiato nel tempo: i giovani vogliono inviare e ricevere messaggi, gratuitamente. E sarà sempre così.

IL POTERE DI WHATSAPP - Per anni il social network di Zuckerberg ha provato a fare quello che WhatsApp fa già da tempo. Con il suo (ottimo) Facebook Messenger ha chiaramente tentato di replicarne il successo, ma non è riuscito ad ottenere gli stessi risultati, probabilmente frenati anche dalle persone titubanti per questioni di privacy: non tutti gli utenti hanno il piacere di ritrovare le proprie conversazioni su un computer, in molti casi facilmente accessibile da amici e familiari.

WhatsApp inoltre ha un appeal che Facebook attualmente non ha: la sua utenza principale è distribuita al di fuori degli Stati Uniti d’America, soprattutto in Cina (un Paese nel quale il social network e bandito) e nei Paesi emergenti. Un particolare importantissimo che evidenzia ancora di più l’importanza che Zuckerberg da proprio alle zone in via di sviluppo, nelle quali gli utenti sfruttano la piattaforma di messaggistica istantanea per comunicare con lo smartphone, anche tramite WiFi in punti geografici non coperti dalla rete cellulare, oppure in Paesi nei quali le tariffe per le connessioni mobili sono ancora proibitive.

Da non sottovalutare anche il fattore sottoscrizione, da tempo pilastro portante di WhatsApp, che a differenza di Facebook non monetizza su pubblicità o contenuti sponsorizzati, richiedendo il pagamento di una (piccola) somma annuale ad ogni utente che vuole usufruire della piattaforma.

Zuckerberg è convinto che con questa fusione potrebbe raggiungere il traguardo di 1 miliardo di utenti su Whatsapp in poco tempo: anche se la piattaforma di messaggistica istantanea attualmente vede “solo” 450 milioni di utenti attivi nel proprio network, il tasso di crescita della sua diffusione è molto più rilevante di quello di Facebook, Instagram, Skype o Gmail.

“WhatsApp è sulla strada per arrivare a connettere un miliardo di persone” – ha affermato Zuckerberg – “I servizi che raggiungono questa soglia sono incredibilmente preziosi. Conosco Jan da tempo e sono contento di questo accordo con lui e con la sua squadra, servirà a rendere il mondo più aperto e connesso”.

Inoltre dei quattrocentocinquanta milioni di utenti attivi ogni mese, il 70% utilizzerebbe costantemente almeno una volta al giorno: una percentuale rilevante, soprattutto considerando che solo il 62% degli utenti di Facebook accedono al social network una volta ogni 24 ore.

MOBILE MESSAGING - La diffusione delle applicazioni per il mobile messaging negli ultimi anni è un fenomeno di grande importanza. Viber è stata da poco acquisita per 900 milioni di dollari, Snapchat ha rifiutato offerte di 3 miliardi di dollari e tantissime piccole piattaforme come Line e WeChat hanno stregato i teenagers che, stufati dal social network, hanno abbandonato Facebook a favore di nuove applicazioni.

Insomma, il mobile messaging (con WhatsApp in prima linea) stava facendo perdere colpi al network di Mark Zuckerberg: a mettere in rilievo questo inaspettato fenomeno, ci ha pensato una ricerca effettuata da On Device, che ha svolto un sondaggio su 3.759 possessori di smartphone residenti negli Stati Uniti, Brasile, Sud Africa, Indonesia e Cina. Da questo sondaggio ne è derivato che il 44% degli intervistati utilizza WhatsApp almeno una volta alla settimana, mentre solo il 35% usa Facebook Messenger. Tra le altre applicazioni di messaggistica che dominano il mercato mobile troviamo WeChat, Twitter, BBM e Skype.

Fonte: FANPAGE
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